PQesclusive:Carlo Rispoli

403244_332583230106522_757928247_nOggi andiamo alla scoperta, con questa ampia intervista, rilasciataci in esclusiva , dal disegnatore Carlo Rispoli, ovvero la matita che hanno dato vita alla  “Coccarda Rossa”,la graphic novel edita da Edizioni Segni d’Autore  che ricostruisce il periodo postunitario nella sua reale evoluzione e non coprendolo di propaganda come avvenne nel secolo scorso.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Carlo Rispoli: Ad occuparmi di fumetti, ho iniziato nell’anno 2000 dc. Certo, fin dalla prima infanzia disegnavo molto, sempre, e sognavo di fare fumetti. Per vari motivi, però non ho potuto proseguire questo percorso, ma, arrivato ai quaranta, ho deciso di mettermi in gioco. Non ho fatto studi artistici e dopo il diploma, mi sono laureato in Medicina Veterinaria e, specializzato in ginecologia equina, ho lavorato nel settore. Sono sposato e ho due figli.

Nel 2000, dicevo, dopo un primo sofferto approccio al disegno, ho conosciuto tramite il web la “The Kubert School” e ho seguito alcuni corsi per corrispondenza, per un paio di anni. In quel periodo ho disegnato veramente tanto, cercando di crescere.

A QUALE SCUOLA O AUTORE SI ISPIRA

Carlo Rispoli: Non c’è un autore che mi ispira in particolare, sicuramente più autori e penso sia meglio parlare di impronta. Sfogliavo fumetti già prima di saper leggere e, poi li leggevo anche a tavola, accanto al piatto, oltre il tovagliolo, c’era Topolino. Amo alcuni autori e da ognuno ho attinto a piene mani, sia per il tratto, le inquadrature, il racconto. Joe Kubert, Hugo Pratt, Ivo Milazzo, Giovanni Ticci, Eduardo Risso e lo sceneggiatore Brian Azzarello: questi sono solo alcuni dei nomi che mi vengono in mente .

QUAL È L’ELEMENTO DISTINTIVO DEL SUO STILE

images (1) imagesCarlo Rispoli: Questo lo lascio giudicare ai lettori. Ognuno di loro lo giudica in modo diverso e questo penso sia giusto. Anch’io lo faccio a seconda delle giornate.

CI DESCRIVA LA SUA PRIMA ESPERIENZA EDITORIALE

Carlo Rispoli: “Sweets” è stata la mia prima pubblicazione, della quale sono miei i disegni e la sceneggiatura. E’ la storia di un cavaliere alla ricerca del Sacro Graal, ambientato nell’America degli anni ’60, un’epoca molto importante travagliata, che da sempre mi affascina.

LEI HA UNO STILE PITTORICO, CHE SI ESALTA NELLE OPERE STORICHE, MA QUANDO REALIZZA NOIR E/O WESTERN COME MODIFICA PER QUESTE PARTICOLARI AMBIETAZIONI

Carlo Rispoli:  Non ho ancora disegnato un western, anche se questo genere l’ho amato da sempre. Per gli USA, ho lavorato invece su alcune storie noir sceneggiate da Kevin Grevioux, ma al momento non sono state ancora pubblicate. Io penso che il disegnatore debba entrare all’interno della storia alla quale lavora e, una volta dentro, lo stile, le inquadrature, i neri, appaiono sul foglio e raccontano. Sicuramente un certo feeling con le ambientazioni e le vicende, aiutano, è qui che subentra il vissuto di ogni autore.

LA COCCARDA ROSSA E’ UNA GRAPHIC NOVEL CHE TRATTA UN TEMA STORICO IMPORTANTE MA POCO CONOSCIUTO, QUANTO STUDIO VI E’ OCCORSO PER RICREARE GLI AMBIENTI E I PERSONAGGI DI UNA CAMPANIA ORMAI LONTANA NEL TEMPO

Carlo Rispoli: Lo studio di ambienti, personaggi, armi, usi e costumi e quant’altro, è una fase molto importante per disegnare una storia. Qualsiasi storia. Come dicevo, bisogna entrare dentro la vicenda da protagonista. Certo oggi la rete aiuta molto per la ricerca dei materiali, tutto sta però a individuare fonti sicure. L’Autore del soggetto, Mauro Mercuri, e lo sceneggiatore, Carlo Bazan, mi hanno inviato moltissime immagini d’epoca. Oltre alle loro indicazioni, è stata fondamentale anche la mia ricerca personale per il casting e lo studio dei personaggi che hanno interpretato le vicende narrate e ai quali l’editore ha voluto dedicare nel volume una sezione ampia e completa, con tutti i miei acquarelli preparatori e lo studio dei volti.

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QUALE PASSAGGIO DELLA SUA ULTIMA OPERA ( LA COCCARDA ROSSA), RITIENE IMPERDIBILE

Carlo Rispoli: Non sono capace di individuare un passaggio particolare. Ogni vignetta e sequenza raccontano fasi particolari e importanti per lastoria intera. Amo le fasi convulse e dinamiche ma amo anche quelle riflessive. Entrambe servono alla storia e fanno sì che il lettore possa diventare egli stesso protagonista.

LE NUOVE TECNOLOGIE COME STANNO INFLUENZANDO IL SUO LAVORO

Carlo Rispoli: Non amo disegnare su tavoletta grafica. Mi piace il contatto e l’odore della carta e matita, gomma, inchiostro di china, pennino e pennello, sono ancora i miei strumenti di lavoro. Per la colorazione uso l’acquerello, tecnica che più si addice al mio tratto.

10659306_650922341687729_8874709544994368421_nPRIMA DI SALUTARCI, VI E’ UN’OPERA DEL FUMETTO O DELLA LETTERATURA CHE AVREBBE VOLUTO REALIZZARE E PERCHE’

Carlo Rispoli: L’elenco sarebbe lungo. Mi sto attrezzando per questo e lavoro. Certo il genere avventura è quello che sento più vicino, ma anche il noir, o un misto e lo storico… Dipende molto dalle atmosfere che si possono ricreare su carta. Dipende dai protagonisti e cosa vogliono dire…

CI PARLI DEL SUO FUTURO

Carlo Rispoli: Attualmente sono alle prese con il personaggio di Sandokan, nato dalla penna di Emilio Salgari che segue il filo conduttore tessuto da Hugo Pratt che iniziò a disegnarlo ma senza concluderlo. Edizioni Segni d’Autore, nella persona di Carlo Bazan, ha chiesto a Lele Vianello di farlo rivivere. Così anche Lele sta lavorando a Sandokan. Carlo contemporaneamente ha chiesto anche a me di realizzare una storia sul personaggio salgariano e così il progetto prevede due storie: una di Lele Vianello e una mia. In questo momento sono nella giungla indiana, in particolare. Una storia dell’800, ma molto attuale. Altri progetti sono in lavorazione, tra cui la seconda e ultima parte dellaCoccarda Rossa. Alcuni verranno finiti, altri no. Altri ne verranno.

Di Ivano Garofalo

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