PQesclusive: Toni Alfano

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOggi andiamo alla scoperta, con questa ampia intervista, rilasciataci in esclusiva, dell’illustratore ed autore del romanzo grafico  “Pompei”, Toni Alfano.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Toni Alfano: Ho studiato grafica e lavorato nel settore per dieci anni ma le “ossa” me le sono fatte da autodidatta con la pittura ed una lunga serie di mostre. Ad aprirmi mente e cuore è stata la mia esperienza nelle terapie non farmacologiche. Ho lavorato diversi anni in un centro residenziale dove mi occupavo di mezzi espressivi per instaurare nuovi canali comunicativi con persone affette da patologie invalidanti.

A QUALE SCUOLA O AUTORE SI ISPIRA

Toni Alfano: Negli anni, l’artista che più ho amato è sicuramente Jean Dubuffet e l’Art Brut e tutte le forme d’arte primitiva o comunque fatta da chi non appartiene dichiaratamente al mondo dell’arte. Ci sono autori come Roland Topor, Robert Crumb e la pittura Zen del ’600. Mi piace lasciarmi contaminare da cose apparentemente diverse ma in “risonanza” con la mia sfera personale.

QUAL È L’ELEMENTO DISTINTIVO DEL SUO STILE

Toni Alfano: Non spetterebbe a me dirlo, ma facendo una supposizione direi il MeltingPot, il “miscuglio” a forte caratterizzazione subconscia, la possibilità di raccontare attraverso molteplici flussi narrativi e grafici mantenendo una visione d’insieme sensata e funzionale.

CI DESCRIVA LA SUA PRIMA ESPERIENZA EDITORIALE

Toni Alfano: Potrei dire che in un certo senso la mia prima esperienza editoriale è stata quella di autore delle copertine per la Neo edizioni,

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compito che svolgo ormai da diversi anni anche se la prima vera pubblicazione è stata Pompei. Pubblicare una Graphic Novel è stato, almeno per me, anomalo. Nel senso che non avevo in mente di farlo ma un giorno, colto da fervore paleocristiano, ho stracciato tutte le pagine dei miei taccuini che ho raccolto in dieci anni di viaggi (esteriori e interiori) e ci ho tappezzato casa, poi osservando quel brodo primordiale ho iniziato a scorgere una storia e da lì il passo è stato breve. Un giorno mi è arrivato un bel volume a casa, ben rilegato e profumato. Era Pompei.

QUANTO E’ PRESENTE LA SUA FORMAZIONE PITTORICA IN POMPEI

Toni Alfano: Oserei dire che è la sola presenza, nel senso che sono un fumettaro “abusivo”. Non ho mai studiato fumetto e ne ignoro (sempre che ci siano) i dogmi. Ho sempre dipinto e raccontato storie in singoli fotogrammi. Con Pompei ho semplicemente usato più forogrammi insieme.

COME ILLUSTRATATORE CI SVELA QUALCHE SEGRETO DI QUESTA ANTICA, MA SEMPRE MUTEVOLE, FORMA D’ARTE

Toni Alfano: I poeti ermetici usavano un linguaggio, per quei tempi, dichiaratamente anti-poetico. Com626672_orige forma di dissenso rispetto all’omologazione impertante e come gesto di riappropriazione della capacità umana di fare poesia in maniera libera. Era un gesto fortemente politico. Penso che il segreto per fare buona illustrazione sia di non fare illustrazione ma fare poesia.

QUALE FUMETTO O GRAPHIC NOVEL AVREBBE VOLUTO REALIZZARE

Toni Alfano: Purtroppo non ho letto molte graphic novel, le mie preferite sono Maus, Fritz il gatto, Il Nao di Brown e Sandman ma se devo scegliere direi i Peanuts di Charles M. Schulz.

LE NUOVE TECNOLOGIE COME STANNO INFLUENZANDO IL SUO LAVORO

Toni Alfano: Ho sempre usato la CS di Adobe. Photoshop mi permette di tagliare e incollare frammenti di immagini che costellano il mio personale immaginario. E’ più pratico di un tavolo luminoso anche se poi alla fine preferisco sempre ridisegnare tutto “a mano”.

Un detto antico dice: la mente è una buona serva ma una cattiva padrona. Io penso la stessa cosa della tecnologia: un valido aiuto che però può mostrare fatalmente il suo lato gelido se non è asservita ad una poetica personale.

PRIMA DI SALUIl_prezioso_onanistaTARCI, CI OFFRE UNA SUA CONSIDERAZIONE SULL’ATTUALE STATO DI SALUTE DEL FUMETTO ITALIANO

Toni Alfano: Non vorrei fare l’asceta della situazione, ma effettivamente io vivo in campagna e come mi diceva la mia maestra elementare: non frequento. Mi pare di capire, per lo più dai social, che il fumetto italiano sta abbastanza bene. Ci sono autori che vendono molto e tanti festival, quindi deduco che il genere sia apprezzato. La cosa mi incoraggia, perchè il fumetto è a tutti gli effetti un genere narrativo, anche “alto” se vogliamo e, fin tanto che si legge, c’è speranza.

CI PARLI DEL SUO FUTURO

Toni Alfano: Avrei molti progetti, tra fumetti, quadri, mostre e ricerca della felicità, ma la cosa che più mi preme è smetterla di preoccuparmi troppo del futuro e godermi questo sacrosanto, infinito, abusato, sperperato, ridicolizzato, sputtanato presente. Ecco, l’ho detto.

Di Ivano Garofalo

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