PQesclusive: Simone Cortesi

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PQeditor presenta la seconda parte dello special sulla graphic novel dedicata ad Enrico Mattei con l’intervista in esclusiva al disegnatore dell’opera, Somine Cortesi.

In questa intervista conosceremo la giovane e talentuosa matita che ha ridato vita all’incorruttibile corruttore e vi sveleremo altri dettagli sull’opera edita  da Becco Giallo.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Simone Cortesi: Dopo la maturità artistica mi sono iscritto e diplomato al corso di Fumetto e Illustrazione presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Successivamente, mi sono iscritto al biennio specialistico di Linguaggi dle Fumetto, sempre all’ABAB.

Miei insiegnanti sono stati Enrico Fornaroli, Onofrio Catacchio, Sara Colaone, Luigi Raffaelle, Andrea Bruno, Tuono Pettinato e Gianluca Costantini. Ora amici, comunque grandi professionisti!

Due anni fa ho partecipato al Progetto Erasmus ad Amburgo, presso la HAW dove ho conosciuto Stefano Ricci e Anke Feuchtenberger. Devo dire che rileggerei  nomi tutti insieme, mi fanno una certa impressione!

A QUALE SCUOLA GRAFICA O ARTISTA SI ISPIRA

Simone Cortesi: A parte i grandi classici (Toppi, Magnus, Milazzo), letti e riletti sulle riviste e libri a fumetti di mio padre, devo dire che ammiro molto il lavoro di autori contemporanei italiani. Amici, molte volte. Andrea Bruno, Paolo Parisi, Niccolò Pellizzon per citarne alcuni.

Ma se devo parlare di ‘ispirazione’, devo dire forse la scuola argentina. Munoz è dio per me. Pratt, argentino d’adozione, un altro dio. Nel fumetto sono politeista.

QUALE RITIRNE ESSERE L’ELEMENTO CARATTERIZZANTE DEL SUO TRATTO

Simone Cortesi: Io utilizzo molto il pennello. Negli anni ho imparato (e sto imparando) le mille sfumature che un pennello può offrire. Io amo molto il bianco e nero netto. Lascio il giusto spazio alle matite, per poter avere maggior libertà con il pennello. Anche se sono le matite, a decidere se il segno sarà vincente.

CI PARLI DELLE SUE PRIME ESPERIENZE LAVORATIVE

Simone Cortesi: Quella con BeccoGiallo è stata la mia prima esperienza nel mondo del fumetto. Avevo partecipato a pubblicazioni collettive, prima. Ma il mio primo e vero ‘lavoro’ è questo libro. E tutto è nato in modo naturale, contattando un editore di cui già seguivo la produzione e lavorando insieme ad uno sceneggiatore ‘debuttante’ nel fumetto, Francesco Niccolini.

Un battesimo nella china, per noi due!

LA SUA OPERA RITRAE UNO DEI MAGGIORI INDUSTRIALI DELLA STORIA ITALIANA, CHE IDEA SI E’ FATTA DEL PERSONAGGIO

Simone Cortesi: Devo essere sincero, io Enrico Mattei non lo conoscevo prima di realizzare il libro. E parlando di questa cosa nelle presentazioni in molti sorridono. Ma lo dico con tutta l’umiltà del mondo. IO ho 25 anni e nessuno mi ha mai raccontato nulla di Mattei. E uno dei motivi che mi ha spinto a realizzare questo libro, è stata proprio la consapevolezza dell’importanza di comunicarlo a coetanei miei. Coetanei a cui questo libro può accendere scintille di curiosità. Che possono scoprire uomini politici ben diversi da quelli a cui siamo abituati. Che magari ricorreva a mezzi poco legittimi o corruzione, ma non per il bene del proprio portafoglio. Ma per quello della collettività. Di tutti. Tendiamo un po’ troppo all’egoismo, tutti quanti. Io per primo.

QUALE RITIENE ESSERE LA DIFFICOLTA MAGGIORE NEL REALIZZARE QUEST’OPERA

Simone Cortesi: La prima, grande difficoltà è stata senz’altro la documentazione. Francesco mi ha dato davvero un sacco di libri e articoli di giornale dell’epoca. Mi ha fatto vedere il film di Rosi. Mi ha istruito a modo!

L’altra è stata ‘interpretare’ e sue volontà. Ci siamo incontrati poche volte di persona, prima della messa in moto del progetto. E comunicarsi le perplessità e i problemi tramite internet non è molto comodo. Ma una volta trovata la chiave di lettura adeguata, è stato come aver davanti agli occhi il fumetto già finito. Andava ‘solo’ disegnato!

CI RIVELI QUALCHE CURIOSITA’ SU QUESTO LAVORO 

Simone Cortesi: Forse il fatto che diversa gente nel mio ‘Mattei’ ci vedeva chiunque! Agnelli, Berlusconi, lo zio…a me la cosa diverte molto. Perché i fumetti ‘fotografici’ non mi piacciono molto, se la fotografia è applicata ai volti.  Ho preferito inventare un personaggio che potevo muovere come volevo io. Ho scelto n attore, diciamo. Solo in una vignetta ho scopiazzato un primo piano di Mattei. Indovinate quale.

CI PARLA DEL SUO RAPPORTO CON LE NUOVE TECNOLOGIE APPLICATE AL FUMETTO 

Simone Cortesi: Photoshop è una nuova tecnologia? Per ora è l’unico passaggio tecnologico nel mio lavoro. Le tavole vengono pulite e bilanciate a dovere con Photoshop e letterate a InDesign.

Sto iniziando a sperimentare la penna grafica, devo dire che mi diverto molto! Però se dovessi cominciare un libro ora, senz’altro non perderei tempo ed estrarrei matite, gomma, pennelli e china dall’astuccio.

COSA PENSA DELL’ATTUALE INVASIONE DEI PRODOTTI ESTERI SUL MERCATO ITALIANO

Simone Cortesi: Mah, io del mercato del fumetto italiano non so poi molto. Compro i libri e i fumetti che mi piacciono. Se l’autore è straniero non mi interessa. Uno degli ultimi libri che ho comprato è di un autore francesce, Baudoin. La mia libreria è internazionale! Senza le contaminazioni da fuori probabilmente saremmo molto più chiusi di quanto già non lo siamo. E di italiano, garantisco per loro, ci sono bellissime autoproduzioni in giro. Manticora, Delebile, Lok, Teiera.

 CI PARLI DEI SUOI PROGETTI FUTURI

Simone Cortesi: Intanto è uscito un fumetto per BlackVelvet, Monte Battaglia, realizzato a quattro mani ad un altro grande autore emergente, Gabriele Peddes. Nel mio futuro vedo libri! Il primo dei quali sarà illustrato. Speriamo bene!

Di Ivano Garofalo

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