PQesclusive: Lucio Perrimezzi

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PQeditor presenta il nuovo special dedicato ad una delle migliori graphic novel dell’ultimo periodo, Il Sesto.

Per iniziare il viaggio in questa particolare ed articolato lavoro utilizziamo come cicerone l’autore dell’opera, ovvero Lucio Perrimezzi.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Lucio Perrimezzi: In realtà la mia formazione è essenzialmente composta dalla lettura. Leggere sempre e comunque, anche quando ho cominciato a fare da manager al misterioso luchador messicano conosciuto come El Prostata. Ti dirò, è stata dura quando la stampa specializzata ha cominciato a insinuare che io El Prostata fossimo lo stessa persona, solo perché non apparivamo mai contemporaneamente nello stesso posto. Fui addirittura coinvolto in un processo a causa di alcuni danni che aveva riportato un suo avversario, El Perro Loco, durante un No Holds Barred Match nel 2008 in cui El Prostata lo ha colpito ripetutamente con un frullatore acceso in pieno volto, sfregiandolo irrimediabilmente. Da allora El Perro Loco si fa chiamare El Cubista, perché la sua faccia non ha più una connotazione precisa, ma allo stesso tempo grazie a quello sfortunato incidente la sua carriera ha preso il volo e ora ha diverse ville nelle isole del Pacifico. Per cui, cos’altro può desiderare? Non capisco. Fortunamente, grazie a un prodigioso avvocato, ho potuto dimostrare la mia estraneità ai fatti. Ma qual’era la domanda? Ah, sì. Beh, per scrivere bene è importante leggere. Se sai leggere e scrivere, sei pronto a chiedere la cittadinanza nel mondo civilizzato, e quindi anche a scrivere fumetti, se la cosa ti aggrada.

GLI AUTORI E LE OPERE CHE HANNO MAGGIORMENTE INFLUENZATO IL SUO STILE NARRATIVO 

Lucio Perrimezzi: Così a pelle mi vengono in mente Jean Marc De Matteis, Warren Ellis, Alan Moore, Neil Gaiman e Matteo Casali. Nella mia formazione umana invece è imprescindibile il contributo del misterioso luchador conosciuto come El Prostata, anche se non siamo la stessa persona, lo ribadisco nuovamente. Per quanto riguarda lavori che mi hanno influenzato direi “L’ultima Caccia di Kraven”, “Watchmen”, “V for Vendetta”, tutta la saga di Sandman, e tanti altri che ora non mi vengono in mente e quando li ricorderò sarà troppo tardi e spaccherò tutto a colpi di sediate, come farebbe il misterioso luchador conosciuto come El Prostata.

 QUALE RITIENE ESSERE L’ELEMENTO CARATTERIZZANTE DELLA SUA SCRITTURA 

Lucio Perrimezzi: Recentemente mi è stato detto che, prima di essere uno sceneggiatore, sono uno scrittore, per l’importanza che conferisco al testo nei miei lavori. Per il resto che dire, mi sono sempre impegnato a scrivere le mie storie, quelle che piacevano a me, scrivere solo per l’amore di farlo, senza badare ad altre questioni, per cui magari l’elemento caratterizzante della mia scrittura potrebbe essere la passione. Accidenti, che domanda difficile però. E io che pensavo che i Ladder Match, ovvero gli incontri con le scale che si spaccano in testa, fossero difficili. Me l’ha detto El Prostata che sono incontri difficili eh. Altrimenti io che ne potevo sapere?

CI PARLI DELLE SUE PRIME ESPERIENZE LAVORATIVE 

Lucio Perrimezzi: Beh, sicuramente una delle prime esperienze lavorative che ricordo con maggior orgoglio è quando ho cominciato a fare da manager al misterioso luchador mascherato conosciuto come El Prostata. Poi mi sono dedicato alla musica, ho suonato la batteria negli Evil Vaginal Desecration, una black punk brutal crust sadistic metal band con la quale ho anche inciso dei stupidomondo coverdischi. Attualmente siamo un po’ fermi perché avevamo l’abitudine di lanciare frattaglie di animali sul pubblico, e durante un nostro concerto a Ginevra la cosa non è stata vista tanto di buon occhio dalle forze dell’ordine locali, che ci hanno arrestato. Meno male che erano tutti fan di El Prostata, la sua improvvisa apparizione ci ha salvato da pericolo ben più gravi! Nel caso tu volessi più specificatamente sapere qualcosa di più inerente alla mia attività di scrittore, dopo una serie di racconti brevi pubblicati qua e là, ho pubblicato per la casa editrice Tunué Stupidomondo (disegnata da Mauro Cao) che rappresenta il mio esordio con una lavoro ad ampio respiro, oppure ‐ come dicono oggi i giovani ‐ con una graphic novel.

CI RACCONTA LA SUA ESPERIENZA SU STUPIDOMONDO

Lucio Perrimezzi: Il progetto Stupidomondo nasce nel 2006, se la memoria non mi tradisce. Mi trovavo casualmente a Lucca per accompagnare il misterioso luchador mascherato conosciuto come El Prostata in un incontro valevole per il titolo dei Pesi Incerti contro El Guapo, il luchador mascherato fighetta. Il giorno dopo l’incontro andai in fiera e mentre sfogliavo un saggio di Alan Moore mi trovo davanti questo disegnatore veramente fighetta, si chiama Mauro Cao, ma non è che vedendolo avessi pensato chissà cosa eh, beninteso. Mi sono presentato grazie ad un’amica comune di cui non ricordo più il nome, mi sembra si chiamasse Priscilla, oppure Biancaebernienellaterradeicanguri, più probabile la prima, vabbè. Fatto sta che dopo aver chiacchierato la prima cosa che noto sono questi lividi ed ecchimosi, come se avesse fatto a botte di recente, ma vabbè, non ho pensato niente di che, ci mancherebbe. A parte questo, ci siamo trovati subito in sintonia e, poiché in quel periodo avevo deciso di arrotondare facendo lo scrittore di fumetti, gli lasciai del materiale, che poi altro non era che il progetto embrionale di Stupidomondo. Durante una conferenza stampa di El Guapo, due mesi più tardi, a fine evento rivedo Mauro e mi chiede se può essere lui il disegnatore di quel lavoro. Fantastico no? Anche se non ho mai visto El Guapo e Mauro Cao nella stessa stanza contemporaneamente. Mmmh…

COME E’ NATO ROCKIN’ROADS

Lucio Perrimezzi: Rockin’ Roads è un’idea che di base nasce dalla mia voglia di raccontare la musica, concetto sfiorato in Stupidomondo ma che viene appunto sviscerato in Rockin’ Roads. Il progetto è nato nelle notti trascorse in galera durante il tour degli Evil Vaginal Desecration, a Ginevra (come ti raccontavo prima) ma anche a Cefalù e a Bassano del Grappa. In quest’ultimo posto poi hoRockin_ Roads - cover def un aneddoto divertente da raccontarti: mentre eravamo in viaggio verso il posto dove avremmo dovuto suonare – che non era Bassano del Grappa, dovevamo andare al Wacken Open Air Festival ‐ ho intravisto un manifesto affisso che diceva che quella sera, proprio lì, ci sarebbe stato un incontro del misterioso luchador conosciuto come El Prostata. Casualmente, vai a vedere i casi della vita, il nostro tour bus ha preso fuoco e siamo rimasti a piedi. Di conseguenza, per non avere un day off fuori programma e siccome saremo anche deiperversi satanisti eccentrici ma di certo non siamo sfaticati, abbiamo messo in piedi un concertoproprio lì, appena finito l’incontro di El Prostata, per pura coincidenza. E insomma, cominciamo a suonare e vediamo intorno a noi un gruppo sempre più nutrito di soggetti over 70, arzille coppiette che erano state alla Sagra della Pantofola poco distante da lì. Solo che dopo che abbiamo suonato “Esoteric Pussy” hanno cominciato a lanciarci monetine, prima qualcuna, poi sempre di più, finché la pioggia è diventata grandine e a momenti ci seppellivano vivi, quei vecchiacci. Per farli desistere abbiamo dovuto lanciargli contro del viagra e dopo un po’ effettivamente i vecchietti erano scomparsi nei cespugli, sentivamo solo ululati di ugole rauche, mah. Le monetine invece sono scomparse, ma mi hanno detto che il chitarrista l’indomani girava con un chopper nuovo di zecca, ancora oggi sto cercando di capire se ci sia un nesso tra le due cose. … dov’ero rimasto? Ah, Rockin’ Roads anch’esso edito da Tunué e disegnato dalla bravissima Giulia Argnani, credo possa definirsi una storia dall’anima rock colorata da una certa malinconia, ma con un ritmo molto scanzonato, come ogni buon pezzo rock dovrebbe essere.

CI PARLA DEL SUO ULTIMO LAVORO “IL SESTO” 

Lucio Perrimezzi: “Il Sesto – L’amore, la vita e l’immortalità di Trevor Between” è un lavoro che ha avuto una genesi complessa e diversi anni di lavorazione. Durante questo periodo, il misterioso luchador conosciuto come El Prostata ha avuto un problema al tendine d’achille per cui ho avuto la possibilità di lavorarci con tutta la calma necessaria. Graficamente sono stato accompagnato in questa avventura dalla superba Francesca Follini, una ragazza bravissima che attualmente sta lavorando con Delcourt. Francesca è cover DEFuna disegnatrice estremamente versatile, se non avesse una spiccata attitudine emo sarebbe la perfezione impersonificata. E invece. In poche parole, potremmo dire che Il Sesto si staglia sue differenti piani di lettura: da un punto di vista immediato, per così dire, la storia racconta di un personaggio destinato a vivere per sempre, che ha sempre accettato questa sua condizione passivamente, limitandosi quindi a vivere una vita da fuggitivo, che dopo aver incidentalmente causato la morte dell’unica donna che abbia mai amato decide di “scendere a patti” con il suo retaggio e di affrontare questo viaggio tra la vita e la morte nel tentativo di riportare in vita l’amata. Da un altro punto di vista più profondo però questo libro parla delle diverse concezioni della vita ‐ se da intendersi come un destino già scritto, immutabile, oppure come un qualcosa in continuo divenire – e del diverso esplicitarsi delle stesse; questo differente approccio viene di volta in volta supportato da diversi personaggi che Trevor incontra durante il corso della storia, il tutto condito da numerosi richiami ai Vangeli (prevalentemente Apocrifi), alla Cabala Ebraica e a tanto altro. Il resto lo si scopre leggendo il libro, per cui opportunamente taccio, che a dire tutto poi se questa intervista le legge El Prostata mi ammazza di botte che ancora il libro non l’ha letto. Tuttavia, in un’ottica più ampia, questo lavoro nasce da un’esigenza molto chiara: in una panorama come quello attuale in cui se non scrivi graphic novel su illustri defunti non sei nessuno, io ho pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere un fumetto dove il protagonista non muore mai. Così, per vedere l’effetto che fa.

Anche se mi dispiace non poter fare delle presentazioni con aria compenetrata e sguardo severo tipico da autore impegnato nel sociale.

Che amarezza.

DOVE ATTINGE L’ISPIRAZIONE PER REALIZZARE LE SUE OPERE 

Lucio Perrimezzi: Devi immaginare la mia mente come un ring, e i lottatori come delle idee. Ora, immagina una grossa Royal Rumble (rissa reale) di tutti questi wrestler sul ring. Si prendono a testate, si pestano come se non ci fosse un domani, si volano fuori dal quadrato. Il wrestler che sopravvive rappresenta l’idea che ha resistito più di tutte, la più valida, la più costante e quella che mi da maggiori garanzia. Ecco, solitamente l’idea sottesa a un mio lavoro è uscita vincitrice da una devastante e logorante royal rumble con tutte le altre idee.

NELLA COSTRUZIONE DI UNA STORIA QUAL’E’ L’ELEMENTO PIU’ IMPORTANTE PER FAR SI CHE IL RISULTATO FINALE FUNZIONI  

Lucio Perrimezzi: Accidenti, questa è una domanda difficilissima! Se ci fosse una formuletta matematica a quest’ora scriverei un libro alle settimana e starei vivendo in qualche paradiso fiscale sorseggiando un tamarindo. In via del tutto generica credo di poter affermare che in tanto una storia ha senso fin quando ha qualcosa da dire al lettore – un messaggio, una riflessione, un principio ‐, un qualcosa che esuli narrativamente dalla storia stessa.

CI PARLI DEI SUOI PROGETTI FUTURI 

Lucio Perrimezzi: Dopo avere scritto Il Sesto mi sono messo in stand by con la scrittura; no, non è vero, non smetto mai di scrivere, scrivo pure mentre dormo e devo assumere dei potentissimi farmaci per avere dei momenti di stop. Adesso sto lavorando su un progetto di importanza enorme, purtroppo soffro di black out mentali aperiodici e ora non mi ricordo più di cosa si tratta, tocca aspettare la chiamata del mio medico per fare un po’ di luce. Ve lo dirò la prossima volta, dai. In compenso tra frizzi e lazzi sono tornato a fare quello che faccio meglio, ovvero il curatore degli interessi del misterioso luchador conosciuto come El Prostata. Adesso stiamo organizzando un importantissimo incontro valevole per la Cintura dei Pesi Incerti contro il terribile Sbrodolone Mascarado, il luchador che non sa bere a canna. Il mio unico rimpianto sarà non poter essere presente la sera del match, perché ho promesso a me stesso che quel giorno lì avrei provato la ricetta dei biscotti alle mandorle. Ovviamente però ci sarà il misterioso luchador conosciuto come El Prostata, lui sì che vi sollazzerà.

Godetevelo!

 Di Ivano Garofalo

 

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