PQesclusive: Luciano Gatto

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Quest’oggi vi presentiamo una delle firme storiche, anzi un vero pezzo di storia del fumetto italiano e non solo, Luciano Gatto.

Vogliamo ringraziare il mitico Luciano Gatto non solo perchè ci ha onorato con la sua presenza sulle nostre pagine, ma soprattutto perchè con le sue storie ha allietato milioni di bimbi nel mondo.

 CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE.

Luciano Gatto: Purtroppo non ho alcuna formazione artistica se non quella acquisita autonomamente seguendo il percorso del fumetto da autodidatta. I  miei genitori dopo la terza media mi hanno iscritto ad una scuola per ragionieri, che ho ben presto “marinato” .

A QUALE SCUOLA GRAFICA O ARTISTA SI ISPIRA.

Luciano Gatto: Mi domando se c’è qualche scuola grafica che possa insegnare a eseguire un buon fumetto, certo può darti qualche delucidazione sugli strumenti da usare, sulla composizione della tavola, seguire i partecipanti al corso nell’esecuzione degli elaborati, ma se non c’è impegno, sacrificio, soprattutto “stoffa” non si diventa certamente un FUMETTARO.  Quando ho iniziato quest’attività, non conoscevo nulla né di tecnica né di strumenti da usare: partivo dal nulla. Ho imparato qualcosa solo guardando quello che proveniva da altri paesi più avanzati di noi in questo genere di letteratura e il lavoro dei colleghi più anziani che erano già attivi nel settore. Avendo una predilezione per il comico mi ha avvinto soprattutto e primo tra tutti l’americano  Floyd Gottfredson , ancora oggi ne sento l’influenza per la chiarezza di lettura delle sue immagini.

QUALE RITIENE ESSERE L’ELEMENTO CARATTERIZZANTE DEL SUO TRATTO …

 Luciano Gatto: Come ho scritto qualche riga sopra, cerco di essere il più “pulito” possibile nell’esecuzione dei disegni, di non immetterci troppe cose che potrebbero creare confusione nella lettura dell’azione, che si svolge di vignetta in vignetta, facendola prevalere ma mai dimenticando l’ambientazione come contorno. Molti dicono che i miei disegni sono molto semplici, forse è vero ma avendo scelto di rivolgermi a un determinato target di lettori vado avanti in questa strada senza preoccuparmi.

LE SUE PRIME ESPERIENZE LAVORATIVE.

Luciano Gatto:    Il ripasso delle tavole di Romano Scarpa mi è servito per affinare il segno e acquisire qualcosa sulla composizione della pagina, ma quello che mi ha aiutato a entrare anche mentalmente nel mondo del fumetto sono state le prime storie commissionatemi da Renato Bianconi con i personaggi Geppo, Nonna Abelarda, Okay Papero e Mao Duebaffi … e soprattutto Pietrino, un mio personaggio e i suoi comprimari con cui ho realizzato una trentina di storie.  Un aiuto notevole per affinare le mie naturali capacità nel disegno in questa palestra e ancora oggi noto in quei lavori i notevoli progressi acquisiti ben presto in quel periodo.

COME E’ STATO IL PRIMO IMPATTO CON DISNEY.

Luciano Gatto:       Si può immaginare l’entusiasmo che ha provocato la lettera del Direttore Mario Gentilini che mi convocava a Milano per trattare un’eventuale collaborazione ai suoi  periodici, mai pensato in precedenza fosse facile arrivare a questa collaborazione ma era una mia meta e tornare a casa con la prima sceneggiatura “Paperino e il ciliegio rabdomante” mi faceva toccare, come è d’uso dire, il cielo con un dito. L’impegno che avevo messo nell’esecuzione e rifinitura delle tavole per Bianconi aveva dato buoni frutti più velocemente di quanto potevo sperare.

COSA  PUO’ RACCONTARCI DELLA SUA ESPERIENZA SU TOPOLINO.

Luciano Gatto:  Avvincente e prolifica visto il numero di sceneggiature  che ho illustrato per le testate disneyane  in cinquantaquattro anni di collaborazione.

QUALE PERSONAGGI DEL UNIVERSO DISNEY LE PIACE MAGGIORMENTE.

Luciano Gatto:  Topolino e il mondo dei topi (influenza del mio cognome? Chi lo sa …!) Partendo dalle storie di Gottfredson e proprio per queste è quello che più mi avvince.

COME NASCONO SUOI PERSONAGGI INEDITI REALIZZATI CON CARLO PANARO.

Luciano Gatto:  Sono nati solamente perché c’è stato e ancora si sta prolungando un periodo d’incarichi più limitati e non volendo restare inattivo ho pensato di produrre qualcosa di mio sperando che potesse interessare qualcuno, o come base di partenza se ci sarà una ripresa nel settore.  Con Carlo Panaro abbiamo messo questa base con diverse storie per sei serie, mirate ai bambini di un target dai cinque ai dieci anni.

CI PUO’ DESCRIVERE QUALCHE PERSONAGGIO IN MODO PiU’ DETTAGLIATO.

Luciano Gatto:      Lascio questa risposta a Carlo, il compito di dare le caratteristiche proprie a ciascun  personaggio è suo, anche se con il mio aiuto.

Carlo: Come hai visto, i personaggi sono numerosi, comunque di alcuni di questi ho già parlato nella descrizione delle varie serie.

CI PARLI DEI SUOI PROGETTI FUTURI.

Luciano Gatto: Continuare con le storie disneyane che mi saranno affidate, portare avanti altre storie con i nostri “Nuovi fumetti per i bambini”, eseguire qualche tempera ed estrarre dalla carta stampata tutte le storie che ho eseguito tra fine 1956 al 1960 per Renato Bianconi per portarle tutte al bianco e nero, pulirle bene e uniformarle nel formato diciotto per 26 cm, in fine salvarle e stamparle in almeno quattro volumi di circa 150 pagine ciascuno con LULU. Questo per non dimenticare la mia produzione d’inizio nel FUMETTO, altrimenti andrebbe persa. La stessa cosa è già fatta per le mie storie di Topo Gigio, raccolte in due volumi di circa 150 tavole ciascuno, e proseguirà con Prezzemolo. Come vedi si tratta di un impegno notevole, visti i miei vicini settantotto anni, ma, finché posso, non voglio rimanere fermo. Se poi salta fuori, un Editore per i “Nuovi fumetti per bambini” cambio parte di questo progetto per dedicarmi alla loro produzione. Mi sembra abbastanza, per il momento, non pensando di riuscire a battere Matusalemme.

Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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