PQesclusive: Lapo Ferrarese

lapoferrarese-220x238Cari lettori, quest’oggi, vi proponiamo l’intervista in esclusiva assoluta allo scrittore Lapo Ferrarese, l’abile autore toscano che nella sua ultima opera ( Vecchi Amici – racconti horror), riesce a costruire, in molti casi a destrutturare, una serie di dinamiche umane, e anche disumane, che avvinghiano il lettore al volume.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Lapo Ferrarese: I miei studi sono prevalentemente classici, con una laurea in “Filosofia della Scienza”, discussa quando ero già entrato nel mondo del lavoro. Ho poi frequentato corsi di marketing, internet, comunicazione d’impresa. Dopo una gavetta nel mondo della pubblicità e di internet, nel 2001 mi sono dato all’editoria, mettendomi in proprio. I libri, la lettura e la scrittura sono sempre stati la mia passione.

A QUALE SCUOLA O AUTORE SI ISPIRA

Lapo Ferrarese: Con tutto il rispetto parlando, sicuramente al grande Stephen King. Per l’ideazione delle storie che scrivo da tempo ho fatto mio il suo “e se accadesse che…?” col quale mi pongo di fronte alle situazioni anche più banali e quotidiane. Anche se non sempre gradisco l’eccessiva lunghezza dei suoi romanzi, che contengono spesso descrizioni troppo particolareggiate. Dopotutto sono da sempre un amante dei racconti brevi, fulminei, di quelli che vanno dritti al fulcro della storia, senza perdersi in troppi rivoli. Poi devo molto, come letture, ad autori come Bradbury, Williamson, Wyndham, Matheson, Poe, Lansdale, Lovecraft fino a Rod Serling (il quale ha scritto 92 dei 156 mitici episodi di “Ai confini della realtà” tra il 1959 e il ‘64). Tra l’altro, alcuni degli autori citati sono scrittori sia di horror che di fantascienza (a volte il confine è labile), generi che leggo entrambi avidamente e nei quali mi cimento.

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QUAL È L’ELEMENTO DISTINTIVO DEL SUO STILE

Lapo Ferrarese: Mi piacciono molto le situazioni in cui un normale individuo, con una vita ordinaria, o anche un gruppo ristretto di persone senza particolari caratteristiche si trovano, per caso, di fronte all’ignoto, a una situazione imprevista e priva di spiegazione razionale ma comunque pericolosa. Sono quelle storie nelle quali d’un tratto, senza ragione apparente, ci si trova catapultati in un incubo senza fine. In queste circostanze, nelle mie storie cerco di descrivere le reazioni psicologiche del protagonista o dei protagonisti: come reagiranno? Cosa faranno per cavarsi d’impiccio? Cederanno al panico o riusciranno a 197513_107758385974242_2702403_n1513709_576536759096400_1486625378_nmantenere la calma? Saranno vittime delle loro paure o emergerà invece la loro parte più coraggiosa?

CI DESCRIVE LA SUA PRIMA ESPERIENZA LAVORATIVA

Lapo Ferrarese: Per pagarmi gli studi universitari ho fatto per anni l’allenatore di minibasket. Poi, ormai prossimo alla laurea, ho iniziato un’importante esperienza professionale nell’agenzia di pubblicità di mio padre.

QUANDO HA IDEATO I PERSONAGGI  DI VECCHI AMICI

Lapo Ferrarese: In realtà i vari racconti sono nati in momenti diversi, nel corso di un paio d’anni. Quasi tutti li avevo pubblicati su un sito di scrittura (Neteditor.it), per verificarne l’impatto sui lettori molto esigenti che popolano quel sito e riceverne le necessarie critiche costruttive.

L’ULTIMO SUO PROGETTO LA VEDE COME AUTORE DI UNA SERIE DI RACCONTI, IN QUANTI GENERI SI E’ CIMENTATO

Lapo Ferrarese: Ho pubblicato racconti del brivido, il mio primo “Ombre” del 2008 (una raccolta di tre racconti lunghi che ha subito avuto un ottimo successo di critica, autopubblicato con il mio marchio editoriale Phasar Edizioni, giusto per rompere il ghiaccio); poi uno di racconti horror, “Incubi” (edito da Galaad Edizioni nel 2010); a seguito ho pubblicato “Il complotto e altri racconti” (Phasar Edizioni, 2013), l’unico finora non di genere brivido/horror, comprendente una serie di racconti che spaziano dal noir, al grottesco all’ironia; infine il recente “Vecchi amici” (Galaad Edizioni, 2014), con il quale sono tornato al primo amore dei racconti brevi horror.

308411_155223174561096_2684891_n241_(nor)COSA RICORDA DELL’OPERA INCUBI, QUANTO HA SIGNIFICATO NELLA SUA CRESCITA PROFESSIONALE

Lapo Ferrarese: È un libro che ha significato molto perché in effetti è stata la mia prima esperienza di pubblicazione con un editore tradizionale. I titolari di Galaad, Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi, acquistarono il mio primo libro “Ombre” e, dopo la lettura, mi proposero di pubblicarne un altro col loro marchio che fosse almeno dello stesso livello. Non me lo feci ripetere due volte. Da lì è nata una bella e sincera collaborazione che abbiamo poi replicato con “Vecchi amici”.

TECNICAMENTE PARLANDO COSA RITIENE Più COMPLESSO O LABORIOSO NELLA STESURA DI QUEST’OPERA

Lapo Ferrarese: Sicuramente la revisione dell’editing. Scrivere è una passione, un divertimento, viene facile. Ma hai sempre a che fare con te stesso. Revisionare un testo corretto da un altro, invece, ti mette in discussione, ti scontri con un’altra visione della tua stessa storia. Soprattutto è faticoso: ci vuole molta concentrazione per valutare, correzione dopo correzione, rigo dopo rigo, prima di tutto se l’editor ha davvero compreso cosa volevi dire (e se no, di solito è colpa di chi scrive), e in secondo luogo decidere se è più valida la tua frase, quella di chi corregge oppure spesso una terza soluzione ancora, magari un mix delle due concezioni. E tutto questo lavorio mentale è un esercizio fondamentale per migliorarsi come scrittore. Insomma, in fondo trovare un bravo editor, uno che non ti fa sconti e col quale entrare in sintonia, è davvero una fortuna.

DOVE POSSIAMO TROVARE IL VOLUME

Lapo Ferrarese: Il libro è in vendita sul sito di Galaad (www.galaadedizioni.com/vecchi-amici-racconti-horror) e su tutte le librerie online (tra cui IBS e Amazon). È comunque ordinabile da quasi tutte le librerie fisiche previa ordinazione (citando Libro Co come distributore).

CI PARLI DEL SUO FUTURO

Lapo Ferrarese: Che dire, se non che sono già all’opera su altri progetti editoriali (uso il plurale non a caso). E chissà che questa volta, tempo permettendo, non ci scappi il primo romanzo!

Di Ivano Garofalo

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