PQesclusive: Giorgio Pandiani

Giorgio_PandianiNuovo appuntamento con lo special dedicato alla miniserie a fumetti “Radici” , oggi andiamo alla scoperta del suo autore Giorgio Pandiani  .

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Giorgio Pandiani: Leggo fumetti da sempre e i primi tentativi di farne di “miei” risalgono alle scuole elementari. Con questo obiettivo in mente ho frequentato il Liceo Artistico “Medardo Rosso” di Lecco e poi la “Scuola del Fumetto” di Milano. Studiare mi è sempre piaciuto e ho cercato di imparare il più possibile da tutti i docenti che ho avuto, non solo per quanto riguarda le materie artistiche. Nonostante questo, direi che buona parte della mia “formazione” è avvenuta, e avviene, al di fuori dei programmi scolastici. Ho sempre letto molto, alternando letteratura, romanzi di genere, saggi e fumetti. Così riesco a evitare la noia e soddisfare la mia curiosità.

A QUALE SCUOLA O AUTORE SI ISPIRA

Giorgio Pandiani: Ci sono molti autori che ammiro, italiani e stranieri, realistici e umoristici, di genere e non; li seguo e li studio ma non mi ispiro a nessuno in particolare. Sin da “I Palazzi” sto tentando di capire che tipo di storie mi interessa raccontare, cercando una mia voce e adottando di volta in volta il segno che ritengo più adatto alla narrazione.

QUAL È L’ELEMENTO DISTINTIVO DEL SUO STILE

Giorgio Pandiani: Come detto sopra, cerco sempre di trovare lo stile più adatto alla vicenda che voglio raccontare. “I Palazzi” era a colori, “Radici” è in bianco e nero, le prossime storie… vedremo. Ciò che accomuna i vari stili che utilizzo è, forse, il tentativo di ridurre la distanza tra studi preparatori e tavole definitive, cercando di mantenere la spontaneità del segno senza pregiudicare la chiarezza nello storytelling. Anche una certa ricerca della sintesi, fondamentale per rispettare i tempi di lettura delle vignette e per lasciare spazio all’immaginazione del lettore.

Per quanto riguarda la composizione delle tavole, preferisco usare delle gabbie piuttosto regolari (a quattro strisce per “I Palazzi”, a tre per “Radici”) che mi consentono di giocare meglio con il ritmo e i tempi di lettura. Inoltre la gabbia mi sembra più intima. Dopo qualche pagina, se usata bene, svanisce; il lettore si dimentica di stare leggendo un fumetto e si ritrova nel mondo in cui si muovono i personaggi, costruito dal segno dell’autore.

CI DESCRIVA LA SUA PRIMA ESPERIENZA EDITORIALE

Giorgio Pandiani: Ho pubblicato i primi fumetti per la casa editrice della “Scuola del Fumetto”. Il primo in assoluto è nato in occasione di un’esposizione di gruppo che si è trasformata, con l’aiuto dei miei compagni di classe, in un volume da me sceneggiato e in parte disegnato. E’ stata una bella esperienza lavorare con degli amici ma, dopo un paio di pubblicazioni come sceneggiatore, sempre per la Scuola, ho deciso di concentrarmi sui miei fumetti come autore completo. Da lì a qualche anno ho autoprodotto “I Palazzi” e oraIMG_20141110_110806 è il turno di “Radici”.


CI PARLI DEL SUO LAVORO PRESSO OPENWORKS

Giorgio Pandiani: In Openworks ci occupiamo di Formazione a Distanza. Molte aziende hanno la necessità di formare il proprio personale su diverse tematiche e noi realizziamo corsi multimediali ad hoc. Io sono il responsabile dello sviluppo di questi corsi. Mi occupo di tutta la parte grafica e contribuisco alla progettazione e alla realizzazione tecnica, con l’aiuto dei miei colleghi. È un lavoro stimolante, che mi permette di essere sempre aggiornato sulle ultime tecnologie digitali, garantendomi una discreta sicurezza economica e la possibilità di dedicarmi anche alla realizzazione dei miei fumetti.

NELLA SUA ULTIMA GRAPHIC NOVEL QUALE PENSA SIA IL PASSAGGIO FONDAMENTALE

Giorgio Pandiani: Questo lo lascio giudicare ai lettori. Non mi piace sapere in anticipo cosa succederà in una storia e ancora di meno vorrei che qualcuno mi indicasse cosa dovrebbe essere importante o come interpretare un determinato passaggio.

QUANTO CREDE SIA IMPORTANTE PER UNO SCENEGGIATORE/DISEGNATORE LA LETTURA DI ALTRE OPERE

Giorgio Pandiani: E’ fondamentale. In particolare credo sia molto importante, per un autore di fumetti, non leggere soltanto fumetti, ma affrontare romanzi e saggi, guardare film, serie TV, interessarsi in qualsiasi cosa, dalla storia dell’arte alle ultime scoperte scientifiche. Inoltre penso sia opportuno uscire dai propri schemi, leggere cose che non sappiamo se ci piaceranno, che non conosciamo, che forse non vorremmo neanche leggere. Ogni tanto, perlomeno.

PRIMA DI SALUTARCI, CI OFFRE UNA SUA OPINIONE SUL MONDO DEL FUMETTO ITALIANO

IMG_20141117_111524Giorgio Pandiani: Sinceramente non seguo in modo così attento e costante la produzione italiana per permettermi di esprimere un’opinione. Di certo abbiamo avuto e abbiamo autori molto validi, anche se l’offerta è così ampia che è a volte è difficile orientarsi. Credo anche, però, che mai come in questi anni i lettori abbiano i mezzi per trovare i fumetti che stanno cercando o per scoprire autori interessanti ma poco conosciuti. Spero che oltre ai mezzi ci sia anche la voglia. Nel caso, “Radici” sarà lì ad aspettarli.

CI PARLI DEL SUO FUTURO

Giorgio Pandiani: Nei prossimi anni, molto probabilmente, continuerò a lavorare come grafico e cercherò di portare a termine i due volumi mancanti di “Radici”. Poi sarà la volta di una nuova storia, che forse sta già nascendo. Non so ancora come la racconterò, di certo in modo diverso dalle due che l’hanno preceduta.

Di Ivano Garofalo

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