PQesclusive: Felice Diego Licopoli

11209611_10206564517461490_2730670798948782786_nNuovo appuntamento con lo special dedicato all’opera La dama fantasma , oggi andremo alla scoperta della sua penna, Felice Diego Licopoli. 

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Felice Diego Licopoli: La mia formazione letteraria sta semplicemente nella lettura. IO sono sempre stato avido di romanzi fin dall’età di 13 anni, e da allora, non sono mai stato senza leggere un libro.  A ciò si unisce anche la mia enciclopedia sulla scrittura, chiamata “Scrivere” davvero molto ben impostata, che mi aiuta tantissimo dal punto di vista tecnico.

A QUALE SCUOLA O AUTORE SI ISPIRA

Felice Diego Licopoli: Il mio autor preferito è senza dubbio Stephen King. Io ho letto tantissimi suoi romanzi, e visto quasi tutti i suoi film, tra cui le serie “L’ombra dello scorpione “ e “Under the dome”. Mi ha sempre affascinato sia il suo modo di scrivere, che le sue trame, ricche di paranormale, di visioni di sogni, ma spesso anche di cruda realtà.

QUAL È L’ELEMENTO DISTINTIVO DEL SUO STILE

Felice Diego Licopoli: Io cerco di essere più originale possibile nelle mie opere., vado sempre alla ricerca di qualcosa che non si astato già detto o scritto, anche se a volte, è quasi impossibile trovarla.

CI RACCONTA LA SUA PRIMA ESPERIENZA EDITORIALE

Felice Diego Licopoli: Il mio primo libro si intitola “Strisce di Luna” pubblicato da “Città del sole Edizioni” di Reggio Calabria. E’ una trilogia sulle carceri, che narra tre storie vere, realiste, ambientate nel primo Novecento. Il libro ha vinto due premi letterari, il Premio Metauros a Gioia Tauro, ed il premio Anassilaos a Reggio Calabria.

QUANTO INCIDONO LE NUOVE TECNOLOGIE NEL SUO LAVORO

Felice Diego Licopoli: Sicuramente la tecnologia è una parte fondamentale per la mi scrittura, se non che vitale. Io i miei libri li posso scrivere solo al computer, diversamente non sarei uno scrittore. Non riuscirei mai a cimentarmi con una macchina da scrivere, senza poter cancellare gli errori o controllare l’ortografia.

PARLIAMO DEL SUO PASSATO EDITORIALE, DEI SUOI VECCHI LAVORI COSA CI RACCONTA

Felice Diego Licopoli: Beh del mio primo romanzo ho già parlato prima. Il mio secondo libro si chiama Ghigo, la mano della marionetta, ed è un horror ambientato il Alto Adige, alle pendici del Basso Tirolo. La storia di un bambino autistico con un potere speciale, che ha come antagonista un mago marionettista cattivo che in realtà è un demone che usa un materiale molto particolare per costruire le sue marionette.

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CI DESCRIVE IL TRATTO SALIENTE DEL SUO ULTIMO VOLUME

Felice Diego Licopoli: Il tratto saliente è senza dubbio lo spettro di Donna Canfora, che aleggia intorno alla vita di Rick, mettendolo in guardia, del pericolo che incombe su di lui e sulla sua compagnia.

PRIMA DI SALUTARCI, UN SUO PENSIERO SUL MONDO DELLA NARRATIVA ITALIANA

Felice Diego Licopoli: Il mondo della narrativa italiana purtroppo è molto povero di possibilità. LE case editrici non investono sulle giovani promesse, e la gente non legge più come un tempo. Si tenta in ogni modo di promuovere le proprie opere, ma spesso è come combattere contro i mulini a vento.

CI PARLI DEL SUO FUTURO

Felice Diego Licopoli: La mia vita ormai segue un andamento piuttosto regolare. Lavoro alle poste come impiegato, e continuo a scrivere i miei romanzi, anche per passione ed il solo piacere di vederli pubblicati. Non credo di avere un futuro come scrittor professionista, ma sicuramente farò dle mio meglio per promuovere le mie opere.

Di Ivano Garofalo

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