PQesclusive: Carlo Panaro

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Carlo Panaro noto sceneggiatore Disney che con le sue storie ha allietato milioni di ragazzi e ragazze, quest’oggi sarà nostro gradito ospito e ci parlerà dei nuovi personaggi per ragazzi nati in collaborazione con Luciano Gatto una altra grande firma del fumetto disneyano.

CI PARLI DELLA SUA FORMAZIONE

Ho cominciato a collaborare a “Topolino”, all’epoca edito dalla Mondadori, nel 1985, ma, come una volta mi disse Gaudenzio Capelli, il mio primo direttore, si può dire che facevo già lo sceneggiatore da… quando avevo 7 anni!

Non scherzo, credo che qualcosa del genere sia capitato anche ad altri miei colleghi. Da bambino, ero appassionato lettore di fumetti Disney, ma non solo: prediligevo il genere umoristico, così acquistavo con entusiasmo i vari giornalini della Bianconi (Soldino, Trottolino, Braccio di Ferro, Gatto Felix ecc.), il Corriere dei Piccoli e dei Ragazzi, Il Giornalino, Tiramolla e tanti altri.

Mi piacevano molto anche gli albi cartonati di Asterix e varie pubblicazioni, meno il fumetto realistico che leggevo soltanto occasionalmente.

La mia passione mi portò ad inventare personaggi, fare veri e propri giornalini con storie scritte, disegnate e fumettate da me, giochi ed altro. Li regalavo a mia sorella Patrizia che li leggeva con lo stesso gusto dei giornalini veri e propri!

Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere, tentai di trasformare la mia naturale attitudine in qualcosa di più professionale e contattati la redazione di “Topolino”, a Segrate, ottenendo un appuntamento con Massimo Marconi, all’epoca responsabile delle storie.

Gli proposi alcune idee e ne scelse un paio, dandomi amichevoli (e quasi paterni) consigli che seguii scrupolosamente.

Scrissi così la mia prima sceneggiatura “Zio Paperone e il cibo del futuro” e gliela spedii. Dopo qualche mese, mi telefonò dicendomi che l’aveva valutata molto attentamente e che era okay per… essere pubblicata!

Quasi non credevo alle mie orecchie!!! Era davvero magnifico poter vedere una mia storia sul settimanale che amavo e collezionavo fin da bambino!

Così iniziai la mia collaborazione alla cui base ci sono molti anni di letture, una certa predisposizione naturale e tantissimo impegno per “carpire” i segreti degli autori che mi avevano preceduto, rielaborandoli secondo il mio gusto e la mia personalità in modo da costruirmi uno stile mio.

A QUALE SCUOLA  ARTISTA SI ISPIRA

Gli autori a cui mi sono ispirato sono molti. Allargando il campo, in alcune mie storie ci sono piccoli riferimenti allo stile di grandi registi, in primis Frank Capra, ma anche Billy Wilder e un pizzico di Hitchcock per qualche passaggio narrativo delle storie gialle.

Per restare in campo Disney, però, sicuramente i grandi maestri che ho nel cuore e che hanno influenzato il mio lavoro sono Barks, Gottfredson, guido Martina e Romano Scarpa con cui ho avuto il piacere di condividere una dozzina di storie: lui stesso chiedeva le mie sceneggiature in redazione che poi disegnava magistralmente.

CI PARLI DELLE SUE PRIME ESPERIENZE LAVORATIVE

Come ho detto, il mio primo soggetto divenne subito storia. All’inizio procedevo lentamente, ma già l’anno dopo, il 1986, ci avevo preso la mano: ricordo infatti che Massimo Marconi mi disse che ero già uno degli sceneggiatori più prolifici. Lui aveva l’abitudine di leggere subito un blocco di soggetti, di rielaborare e risolvere i punti deboli e lasciare poi, non solo a me  ma a tutti, la libertà di scrivere la sceneggiatura secondo pochi punti fissi, linee giuda… lasciava molta libertà in questo e quasi mai modificava in modo sostanziale i dialoghi. I miei, oltretutto, erano molto concisi, non mi perdevo in lunghi discorsi e lui l’apprezzava molto!

COME SI RIESCE A SCRIVERE STORIE NUOVE PER PERSONAGGI STORICI COME TOPOLINO O PAPERINO

Eh, non potete immaginare quanto lavoro c’è dietro! A volte mi capita di trovare uno spunto buono, ma poi mi ricordo che qualcosa di simile è già stato proposto… 40 anni fa! Così “smonto tutto”, lascio il cuore dell’idea e, quando è possibile, ci costruisco attorno uno sviluppo nuovo, originale. Altrimenti cestino.

COSA PENSA DI PAPERINIK

Il Paperinik che ho conosciuto da bambino era quello classico di Guido Martina. Credo che oggi un “Paperinik ladro”, che ruba il materasso imbottito di dollari dello Zio Paperone, sarebbe improponibile per l’evoluzione che ha avuto il personaggio nei decenni. Però, personalmente, ritengo ancora valida la molla che spinge Paperino ad indossare i panni del supereroe: vendicare i torti subiti, le angherie, il suo stesso prestigio.

Mi piace un po’ meno il Paperinik che passa la notte di ronda e cattura i furfanti quasi come aiutante della polizia. Funziona ancora, certo, ma ha bisogno di un contesto narrativo che ne giustifichi le gesta… altrimenti, basterebbe rivolgersi alla polizia stessa!

COME NASCONO I SUOI PERSONAGGI INEDITI REALIZZATI CON LUCIANO GATTO

Con Luciano ho iniziato a lavorare a “Nuovi fumetti per bambini” nel 2008. C’era un po’ meno lavoro per la Disney, ma la passione di realizzare fumetti era tanta così, quando lessi un suo appello online in cui chiedeva a qualche sceneggiatore di realizzare qualcosa insieme, lo chiamai  subito. Avevo nel cassetto da parecchi anni una serie “Il Mondo di Geo”, simpaticissimi solidi geometrici antropomorfi che vivono ogni tipo di avventura, sempre sul filo dell’umorismo, ovviamente, così gliela proposi e realizzò magistralmente i personaggi dal punto di vista grafico.

Poi, passammo ad una prima storia e… il resto è venuto mano a mano, così sono nate ben sei serie, molto eterogenee, di fumetti per bambini dai 5/6 anni ai 10. Avevamo anche letto in vari sito che mancano nuove proposte per questo target di lettori e… ci siamo cimentati mettendoci tutta la nostra fantasia e creatività!

QUALE DI QUESTI NUOVI PERSONAGGI L’AFFASCINA MAGGIRMENTE  E PERCHE’

Ce ne sono tanti belli, un po’ in tutte le serie. I miei preferiti in assoluto sono, però, gli “sferici” de “Il Mondo di Geo”: Celestino, Lilla e, soprattutto, Sfettro. Quest’ultimo è un personaggio molto sfaccettato che, dietro l’apparenza del golosone, nasconde una grande carica di umanità e poesia! Un po’ fantasmino e un po’ maghetto… secondo me, ha un grosso potenziale che spero di poter sviluppare scrivendo via via nuove storie.

LA DISNEY HA SUBITO FEROCI CRITICHE PER LE SUE POLITICHE “CONSERVATRICI” E I MESSAGGI SUBLIMINALI CONTENUTI ALL’INTERNO DI DIVERSI LUNGOMETRAGGI, CHE CI PUO’ DIRE AL RIGUARDO.

Uhm… questo è un  argomento nel quale non entro: preferisco non occuparmi di politica o messaggi subliminali…

Personalmente ho sempre amato, e lo faccio ancora, i “sogni” chela Disneymi ha regalato da bambino (ma ancora adesso!) attraverso i fumetti o i vari lungometraggi. Io ci vedo solo quello, il lato positivo, come penso sia per tutti i bambini che, da generazioni, amano il mondo Disney.

CI PARLI DEI SUOI PROGETTI FUTURI

Be’, naturalmente continuare a scrivere sceneggiature per “Topolino”. Poi, mi piacerebbe che i “Nuovi fumetti per bambini” realizzati con Luciano Gatto, riuscissero a trovare un editore per arrivare in edicola e, chissà, magari qualche serie diventare un cartone animato… Sogni? Forse, ma mi piace guardare lontano e sperare che i nostri personaggi, prima o poi, abbiano un futuro.

Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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