Pompei firmato da Toni Alfano

copertina-POMPEI-NEO-EDIZIONI-1160x1569Primo capitolo del nostro special dedicato al romanzo illustrato di Toni Alfano, in questa nostra prima volta nel mondo di “Pompei“, l’autore dell’opera ci guiderà alla scoperta di questo particolare e raffinato volume.

COME NASCE QUESTO PROGETTO

Toni Alfano: Pompei nasce un po’ per caso. Non avevo in mente di fare un fumetto, io mi sono sempre occupato di pittura e di raccontare storie in un singolo fotogramma. Poi un giorno è successo che ho preso la mia valigia nera, quella dove tengo tutti i miei taccuini che raccolgo da circa dieci anni, ho strappato tutte le pagine e le ho appese in ordine sparso. Quella che mi si è presentata davanti era sicuramente una storia, ma io ancora non lo sapevo.

CHI SONO I PERSONAGGI PRINCIPALI

Toni Alfano: Pompei ha una struttura che forse è molto più vicina al saggio che al romanzo, quindi non ci sono personaggi ricorrenti. C’è un io narrante che incontra immagini metaforiche di sè, creature alle quali è legato e che, di volta in volta, si trasformano in compagni di viaggio benevoli e non. Ma non è una storia biografica quanto piuttosto una storia di fantascienza karmica, di “fantakarma”, volendo trovare un neologismo.

IL TEMPO E IL LUOGO DELLA NARRAZIONE

Toni Alfano: Questa è una domanda stimolante per un libro come Pompei. Il tempo ed il luogo che ho scelto di raccontare è la “trascendenza”, ovvero uno spazio-tempo che include e trascende il passato-presente-futuro dei fatti che accadono. E’ difficile da spiegare a parole ma io penso molto facile da capire per immagini. Se pensiamo ad un dipinto che ci piace, se ci poniamo dinnanzi ad esso, ecco che siamo in uno stato di trascendenza: includiamo e trascendiamo lo spazio e il tempo.

COME E’ STATO LAVORARE SU QUESTO PROGETTO2850429_orig

Toni Alfano: Appassionante e faticoso. Come tutte le cose a cui uno tiene. C’è stato un momento in cui ho avuto il sospetto di essere impazzito, e non lo dico come battuta. Nel libro tengo insieme diversi registri comunicativi (narrativi e grafici) e oscillo continuamente tra uno stato di forte saturazione di contenuti ad uno stato di vuoto. Un processo che dal punto di vista psichico può ricordare la schizofrenia.

CI RIVELI QUALCHE CURIOSITA’

Toni Alfano: Pompei è dedicato alla memoria di una persona che mi ha molto influenzato nella creazione del romanzo. Una donna con cui ho avuto il piacere di lavorare durante i laboratori di terapie espressive nel centro residenziale in cui lavoravo, e che nonostante, o forse a causa, della sua storia di internamenti ed elettroshock, ha saputo raccontarsi attraverso l’arte in una personale mitopoiesi di segni e fraseggi che mi ha profondamente segnato.

Di Ivano Garofalo

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