NARRARE PER IMMAGINI: Claudio Falco

claudio_falco_docenti_comixNuovo appuntamento con la nostra  rubrica dedicata agli amanti della sceneggiatura e a tutti coloro che vogliono scoprire come nasce il loro media preferito. Alla fine della pagina troverete una gradita sorpresa.

CLAUDIO FALCO

Napoletano. Si divide tra la professione di Medico Ospedaliero, Sceneggiatore e docente di sceneggiatura presso al scuola italiana di comix di Napoli. Ha collaborato per diversi anni con la casa editrice Tornado Press, scrivendo articoli per la rivista Flex e partecipando alla realizzazione di saggi e albi a fumetti. Da alcuni anni fa parte dello staff della serie Dampyr, ideata da Mauro Boselli e Maurizio Colombo e pubblicata da Sergio Bonelli Editore. E’ tra gli sceneggiatori di Nero Napoletano, romanzo a fumetti “a più mani”, realizzato dalla Scuola Italiana di Comix e pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno.

NARRARE PER IMMAGINI

Come ti approcci al foglio bianco? Rispetti le canoniche fasi del lavoro (idea, soggetto, trattamento, ecc.) e in che modo?

Claudio Falco: Dovendo sottoporre le mie idee a un editor rigoroso come Mauro Boselli, scrivo dei soggetti piuttosto dettagliati (anche se quanto più brevi possibile) sia per quanto riguarda lo sviluppo della trama che per i carattere dei personaggi di contorno. Non scrivo mai un trattamento. Non mi serve. Quello ce l’ho in mente.

Come lavori quotidianamente, orari e metodo?

Sono medico e quindi devo conciliare il lavoro di sceneggiatura con i turni in ospedale. Quindi… quando posso! Un buon momento è la notte, nelle (rare) pause dei turni di guardia.

Come costruisci un soggetto?

DAMPYR_tav1 Claudio Falco: Non ho una regola fissa. A volte capita che mi venga in mente una scena iniziale “suggestiva” e poi mi lasci guidare da quella per costruirci intorno una trama. Altre volte invece parto dalla costruzione dell’antagonista. Se ho un cattivo “forte”, tutto viene più facile.

Sei anche docente di sceneggiatura per la “Scuola italiana di comix” di Napoli, pregi e difetti che incontri più spesso nei tuoi allievi?

Il pregio è ovviamente la passione, la voglia di raccontare storie con l’entusiasmo di chi si avvicina a questo lavoro. Il difetto, in genere, è… la fretta. La scrittura richiede tempo, pensare bene alla costruzione della scena e, soprattutto, dei dialoghi. I ragazzi (ma è una questione di inesperienza) vogliono vedere subito la loro storia completa. E questo li porta spesso a seguire la via più facile (che il più delle volte, se non sempre, non è affatto la migliore possibile).

Quale è il tuo genere preferito da autore e da lettore?

Claudio Falco: Il fantastico senza dubbio. Ma anche il west, la fantascienza, il noir. Non è una questione di genere, ma di storie. Se sono belle…

Come ti sei approcciato a personaggi già esistenti e noti? Hai trovato difficoltà particolari?

Claudio Falco: Dampyr è una serie complessa. Boselli e Colombo hanno costruito intorno ai protagonisti un vero e proprio mondo con regole molto precise e “inviolabili”. Quindi ho dovuto e devo continuamente studiare con grande attenzione le storie già pubblicate per no commettere errori.

Consigli agli esordienti che vogliano presentare soggetti per personaggi già esistenti?

Claudio Falco: Per l’appunto, studiate bene, anzi benissimo, la serie per cui volete scrivere. E’ fondamentale!

Come sviluppi praticamente una sceneggiatura (scaletti per tav., scrivi la regia, fissi un finale, ecc.), cosa ti sembra più difficile ritmo, inquadrature, dialoghi e cosa curi di più?DAMPYR_tav2


Claudio Falco:
 
Partendo, come ti ho detto prima, da un soggetto piuttosto dettagliato, so già, per linee generali quale dovrà essere la “regia” Scrivo (riscrivo, correggo, limo…) prima di tutto i dialoghi. Poi, quando mi sembra che funzionino passo alla “regia” vera e propria.

Quanto indichi al disegnatore? Che rapporto stabilisci? Fai lay-out o altro e quante reference invii?

Claudio Falco: Indico molto, probabilmente troppo. Soprattutto per quanto riguarda la “recitazione” dei personaggi (espressioni, gesti). Cerco di farmi perdonare fornendo molta documentazione, in modo da risparmiare questo lavoro al disegnatore. Lay-out mai.

Quali consigli daresti a chi vuole approcciarsi a questo lavoro? Come saggiare la bontà del proprio lavoro?

Claudio Falco: Non c’è un modo per capire se si è bravi o meno. L’unica è scrivere, scrivere e ancora scrivere. Casomai anche rileggere qualche tempo dopo. A freddo si trovano molti errori che a caldo non si sono visti.

Quanto contano le letture per chi vuole scrivere?

DAMPYR_tav3Claudio Falco: Contano moltissimo. Anzi, di più! E non solo la narrativa. E poi ci sono i film, la musica e chi più ne ha più ne metta. Il dramma è che oggi è pieno di gente che vuole scrivere ma non legge niente.

Per te conta di più il come o il cosa racconti?

Claudio Falco: Entrambe le cose. Se non c’è la storia puoi anche saper scrivere benissimo, non appassionerai nessuno. Il come però è fondamentale. L’idea più forte dl mondo, scritta male, diventa un’assoluta schifezza!

Se ti capita un momento di impasse come lo superi?

Claudio Falco: Facendo “capa e muro”. Scherzo. In genere metto da parte e provo a sviluppare un’idea diversa. Un giorno o due dopo o il blocco scompare e si va avanti o è ancora lì e allora vuol dire che l’idea non funziona e tanto vale cestinarla. Parlo dei soggetti. Con la sceneggiatura non mi succede.

CLICCATE QUI PER LEGGERE QUESTO FRAMMENTO DI SCENEGGIATURA DE “LA MONACA”

Di Marco Ferrandino

 

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