Lhotar e il risveglio del Marskull – recensione

marcianum_-_lhotarLhotar e il risveglio del Marskull è l’ultimo romanzo di Gionata Scapin, che affronta in chiave fantasy alcuni dei temi essenziali della vita, unendoli in una sintesi che arricchisce di gusto il racconto e coinvolge il lettore in una contesto narrativo che ha come punti di spicco sia la fluidità del linguaggio diretto che armonia della grande architettura narrativa classica italiana.

Trama

Ellywick è una fata piccolissima che vive in un mondo molto lontano dalla  Terra ed è prigioniera di un mago malvagio che la tiene rinchiusa dentro un vaso di vetro chiuso da un tappo forato per far passare l’aria, come lei anche altre fatine, folletti sono prigioniri di questo essere magico che li tiene in vita al unico scopo di sottrarre a queste creature il loro potere, in particolare una misteriosa polvere.

Una notte interviene l’elfo nero Lhotar che inizia a liberare le fatate creature, ma ad un certo punto, il mago malvagio interviene, da qui scoppia un tremendo conflitto tra i due che si concluderà con l’apertura di un portale spazio – tempo che catapulterà sia la fata che elfo su un lontano pianeta privo di magia, la Terra.

Qui le due magiche creature compaiono in  un monastero alle pendici della catena dell’Himalaya, dove dopo un pò di tempo iniziano ad acquisire gli usi e i costumi degli umani, fin quando un potente criminale non cerca di catturarli, saranno salvati da Matthias un archeologo che li porta in Spagna. Mentre i tre sono sempre inseguiti dagli uomini del malvivente, per caso conoscono Margarete una scienziata tedesca che nella immensa grotta che si trova sotto il maniero di famiglia conserva addirittura lo scheletro di un drago e incise nella pietra delle scritte nella lingua che Lhotar comprende quasi perfettamente.

Ma nel tentativo di riaprire il portale che dovrebbe riportare a casa i due esseri accade qualcosa di tremendo, viene risvegliato Marskull, una creatura terribile….

Stile

Come dicevamo nel prologo, lo stile narrativo unisce fluidità e freschezza a toni narrativi di un certo spessore, inoltre l’opera, nonostante sia molto voluminosa, non appesantisce in quanto riesce ad unire diversi elementi e generi, che vanno dal romanzo d’avventura, al fantasy tradizionale di tradizione nord europea, al romanzo di formazione, donando al lettore tante opere in una.

Di Ivano Garofalo

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