La Maschera della Morte Rossa – Recensione

downloadTitolo: La Maschera della Morte Rossa

Autore: Edgar Allan Poe

Sceneggiatura e disegni: Rocchi-Dell’Olio 

Editore: Kleiner Flug

Formato: brossurato - colori

Pagine: 96

Prezzo: 17€

Distribuzione: librerie

TRAMA

Un menestrello viaggia tra i territori ormai morenti della contea, qui da mesi imperversa una orrende pestilenza, chiamata la Morte Rossa, che sta decimando la popolazione.

I pochi che sono al sicuro sono il principe Prospero e la sua corte che vivono rinchiusi nel loro maniero e si fanno scherno della sofferenza che li circonda; senza alcun ritegno il principe allestisce una festa favolosa, qualcosa di cosi eccessivo da rimanere negli annali, e come tutti sappiamo non vi è festa senza il giusto accompagnamento musicale.Schermata-2015-05-15-a-16.03.48 Vengono chiamati a corte musici da tutto la contea, tra cui anche il nostro menestrello, che serba un profondo odio nei confronti di Prospero ( in passato il nobile aveva perpetrato un violento abuso nei confronti della sua famiglia), un rancore cosi profondo che lo spinge ad una vendetta crudele e tremende che porterà il giovane musico a confrontarsi con la morte stessa.

STILE

Il linguaggio è diretto e ricco di suggestioni, nonostante sia usata un stile semplice e moderno, diversi dettagli rimando  linguisticamente al secolo di Poe.

Lo stile scelto è uno mix tra il cartoon e il grottesco, con ricostruzioni di ambienti fantasy di rara bellezza, la cura dei dettagli degli scenari è notevole, nulla viene lasciato al caso.

IMG-20150512-WA0002La strutturazione in vignette è ispirata al modello francese, anche se non lo segue pedissequamente,  il che esalta il tratto e la colorazione, interessante è come la gabbia narrativa che si adatti al contesto, dove la trama lo richiede i confini diventano instabili, gli angoli si smussano o le vignette diventano illustrazioni a piena pagina.

In una opera del genere l’elemento che ha forza preminente è la colorazione, gli autori ricostruisco le sette stanze rappresentano i sette vizi capitali e ognuna ha un tono predefinito, ai quali gli autori aggiungono il colore sbiadito dei ricordi e della paura. Straordinario effetto hanno l’uso massiccio dei toni porpora e nero che miscelati ad altre tonalità conferiscono un senso di macabro e del terrore da far invidia allo stesso autore.

 Di Ivano Garofalo

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