Fabio Monteduro ci racconta la sua caccia ai fantasmi

10959307_628209583973643_3762738213803099534_nEntriamo con questa prima intervista, rilasciata in esclusiva,  dallo scrittore Fabio Monteduro , nel mondo de “Cacciatori di Fantasmi”;iniziamo in questo modo la nostra esplorazione di un romanzo ricco di atmosfera e con forti venature noir.

COME NASCE QUESTO PROGETTO

Fabio Monteduro: Sono sempre stato affascinato dalla relazione che ci può essere tra malattie mentali e paranormale, perché è ovvio che solo un cieco o un maldisposto non vedono le implicazioni che potrebbero esserci. La stessa cosa vale per i bambini che, proprio perché arrivati “dall’altra parte” da così poco, forse hanno ancora la capacità di vedere e sentire ciò che gli adulti difficilmente vedono o sentono.

Io credo che i “pazzi” (rigorosamente tra virgolette) e i bambini, proprio per loro stessa natura, siano come dei medium, ossia persone che hanno la capacità di vedere e percepire il mondo invisibile che ci circonda. Quante volte i piccoli dicono di vedere “cose”, “presenze”, e quanti pazzi sono finiti in manicomio perché ciò che affermavano era semplicemente impossibile da comprendere per gli altri.

E’ questo l’abbrivio e l’idea da cui nasce Cacciatori di Fantasmi, perché è ovvio, per chi leggerà il romanzo, che il titolo è solo il pretesto per raccontare ben altro.

CHI SONO I PERSONAGGI PRINCIPALI

Fabio Monteduro: Ci sono diversi personaggi nel romanzo, tutti ben delineati, con una loro storia pregressa ed in progresso. C’è Matteo, appassionato di film dell’orrore, il cui sogno è di diventare un regista di genere. C’è Andrea, lasciato dalla moglie il giorno stesso in cui è venuta al mondo la loro bambina, tanto ossessionato dal paranormale, per via di un fatto accadutogli da bambino, da possedere tutta l’attrezzatura da vero Ghost Hunters: telecamere termiche, a infrarossi, registratori EVP e quant’altro. Sarà l’incontro tra questi due personaggi a far nascere in loro l’idea di diventare dei cacciatori di fantasmi.

Poi c’è Emma, sorella di Andrea, la cui esperienza da piccoli con suo fratello, pare le abbia fatto sviluppare doti da medium. E ancora Alicia, una ragazza peruviana laureata in psichiatria e per questo lontana anni luce, come idee, dai suoi nuovi amici.

Su tutti loro si ergono tre inquietanti presente.

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Fatima Gutierrez, una levatrice, chiamata per ragioni misteriosi “la santa mammana”; Erwin Kanvans, professore di psichiatria, autore di libri didattici, che improvvisamente cambia il suo modo di vedere le malattie mentali. E, soprattutto, c’è il S. Cataldo, un manicomio abbandonato da oltre trenta anni, dopo che due pazzi, sfuggiti alla custodia, fecero una strage di infermieri, dottori ed altri pazienti. Sarà proprio in questo luogo maledetto che gli improvvisati cacciatori si ritroveranno ad indagare e dove le fila di tutte le loro storie saranno riannodate per un finale sconvolgente.

IL TEMPO E IL LUOGO DELLA NARRAZIONE

Fabio Monteduro: Il romanzo si svolge ai giorni nostri, ma non mancherà di tornare indietro nel tempo, fino ai tempi della Spagna franchista. I luoghi: l’Italia, ma senza una definizione geografica riconoscibile… in parte Roma, in parte in altri luoghi limitrofi, ma mai menzionati.

Dove si trovi il S. Cataldo, per esempio, non viene mai detto.

COME E’ STATO LAVORARE SU QUESTO PROGETTO

Fabio Monteduro: Come per tutti i romanzi che ho scritto, lavorare a Cacciatori di Fantasmi è stato bellissimo e faticoso. Bellissimo perché scrivere, è “trasferirsi” in un altro luogo, completamente diverso dal tuo, ed è qualcosa di fantastico. Faticoso perché l’argomento trattato è comunque spinoso e occorre documentarsi per non scrivere (troppe) cavolate.

CI RIVELI QUALCHE CURIOSITA’

Fabio Monteduro: Un paio: la prima è che la prefazione del romanzo è stata scritta da Mirko Barbaglia, un vero “Cacciatore di Fantasmi”, il fondatore, per intenderci, del Ghost Hunters Team, in altre parole i GHT ufficiali della trasmissione Mistero di Italia 1. La seconda è che il booktrailer, del regista Andrea Maccarini, è stato girato in un vero manicomio abbandonato, ossia S.Maria della Pietà di Roma, Monte Mario. E ne aggiungo una terza: la storia di Andrea ed Emma, quella nelle casa delle loro vacanze, quando erano bambini, è un fatto realmente accaduto a me, a mia madre e a mio fratello… e se volete sapere di cosa si tratta, non resta che leggere il libro.

 

 

 

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