Domani firmato Massimo Spiga

downloadNovità in casa PQeditor, oggi andiamo a scoprire con un virgilio d’eccezione, il romanzo “Domani – Cronaca del contagio”, ad accompagnarci in questo viaggio avremo l’autore dell’opera,  Massimo Spiga.

COME NASCE QUESTO PROGETTO

Nel 2011, Arkadia pubblicò Nyx – Racconti della notte, un’antologia a cui contribuii con un racconto sulla cosmonauta Valentina Tereshkova. L’editore, Riccardo Mostallino, rimase colpito dal mio lavoro e mi chiese di scrivere qualcosa di maggiormente articolato. Gli proposi sette-otto possibilità: romanzi molto eterogenei, dal fantasy allo storico all’horror. Non appena Riccardo notò che nella lista ne era presente uno a tema zombie, le altre proposte evaporarono all’improvviso: guidato dal suo nerd interiore, l’editore non riuscì a resistere alla tentazione di pubblicare Domani. È un appassionato del genere, molto più preparato di me in materia, sia a livello cinematografico che letterario. Così, sull’onda del suo e mio entusiasmo, ho iniziato a lavorare su Domani – Cronaca del contagio.

LE INFLUENZE CHE SI POSSONO INTRAVEDERE IN QUESTO LAVORO

Paradossalmente, un’importante influenza è di tipo negativo: vidi il film The Rite di Mikael Hafstrom e lo trovai talmente abominevole da sentirmi costretto a “rispondergli”, in qualche maniera. Da lì nasce il primo spunto del romanzo, poi sviluppato in tutt’altra direzione. Credo che Domani sia uno dei pochi esempi di letteratura scritta per sfregio.

Una fonte rilevante è stata Le carceri segrete della CIA in Europa di Giulietto Chiesa e Giovanni Melogli, che mi ha fornito un esempio spaventoso e recente di orrore contemporaneo, questa volta non fantastico. Seppure trasformato in modo immaginifico, il concetto delle “carceri segrete” è un tema portante di Domani.

Altre influenze sono The Mosquito Problem And Other Stories, un documentario di Andrey Paunov, che mi ha fatto scoprire la cittadina bulgara di Belene, in cui ho deciso di ambientare la storia. Infine, è doveroso citare Howard Phillips Lovecraft, la cui filosofia di base illumina il romanzo.

download (1)CHI SONO I PERSONAGGI PRINCIPALI

Andrea Malerba e Laura Bukhalov. Sono, per molti versi, delle persone comuni. Entrambi sono trentenni; fanno parte di una generazione marginalizzata dalla società: precaria, povera, disincantata, che ha realizzato nella maniera più logorante quanto il NO FUTURE gridato dai punk negli anni ’80 faccia schifo se lo si vive sulla propria pelle (il titolo del libro fa riferimento a questo). Oltre ai due protagonisti, il cast è molto variegato: preti passionisti, tagliagole ceceni, agenti dei servizi segreti ed, ovviamente, zombie a palate.

IL TEMPO E IL LUOGO DELLA NARRAZIONE

La storia è ambientata a Belene, una cittadina particolarmente sventurata che si affaccia sul Danubio. Alla fine degli anni ’60, il regime sovietico annunciò che vi sarebbe costruita una centrale nucleare e fece accorrere operai da tutto il blocco orientale. Il progetto si trascinò per quarant’anni (anche dopo il crollo del sistema comunista) senza mai essere concluso: una classica cattedrale nel deserto. Il fallimento del progetto creò spaventosi livelli di disoccupazione, oltre ad avere un effetto nefasto sull’ambiente. In caso questo non sia sufficiente, uno dei due gulag bulgari fu costruito proprio lì, insieme ad un carcere ed, in seguito, una base NATO. Insomma, è un posticino pieno di roba interessante.

Domani è stato scritto in modo da rispettare una ferrea logica aristotelica: unità di tempo, spazio ed azione. Tutta la storia scorre di filato attraverso gli occhi del protagonista, senza alcuna interruzione. Da questo punto di vista, potrebbe ricordare un first person shooter come Half Life. È costruito per avere un ritmo che accelera man mano che si procede: le orde zombie si moltiplicano esponenzialmente e così la tensione e le sfide per i protagonisti.

LE PRINCIPALI DIFFICOLTA’ NELLO SVILUPPARE QUESTA TRAMA

Non è stato affatto difficile. È stato divertente. In altre occasioni, ho lavorato a romanzi storici oppure opere sperimentali: la mole di lavoro necessaria è traumatizzante. Al contrario, scrivere Domani è stato stranamente leggiadro. Pianificare i colpi di scena e trovare usi creativi per le smerigliatrici fa parte del gioco. Domani è un horror d’azione abbastanza classico, modellato su canoni cinematografici: una conseguenza di ciò è il piacere sadico che si prova nel tradire le aspettative del lettore, plasmate anch’esse sulle stesse fonti. All’interno di Domani ci sono tutte le esplosioni, sparatorie, conflitti interpersonali e morti atroci che ci si potrebbe aspettare, eppure la logica complessiva della storia va in maniera leggermente diversa da quella dei grandi classici. Forse il punto più difficile è stato questo: essere originale in una struttura ben Zombie-Photo-01definita e riconoscibile, essere innovativo seguendo le “regole”.

COME E’ STATO LAVORARE SU QUESTO PROGETTO

Se l’NSA avesse letto la cronologia delle ricerche da me effettuate su internet durante la stesura di Domani, probabilmente mi avrebbe insaccato e gettato a Guantanamo. Ho passato due mesi a rastrellare informazioni su come sintetizzare metanfetamina in cantina, come creare reti wi-fi clandestine con attrezzi casalinghi, notizie sulla combustione dei cadaveri, sulle armi sovietiche acquisibili tramite il mercato nero e via dicendo. Immagino che sia normale per chiunque scriva un romanzo fantastico e voglia mantenere una certa cura per i particolari.

Dopo aver consegnato il manoscritto, ho dovuto aspettare. L’uscita del romanzo era in calendario per l’anno successivo, il che si è tradotto in otto mesi di trepidazione. Quando finalmente i lettori mi hanno potuto dire che ne pensavano, la loro risposta è stata entusiasmante.

 Di Ivano Garofalo

About pqeditor