Danilo Arona racconta Km 98

download (1)Oggi andiamo alla scoperta, con questa ampia intervista, rilasciataci in esclusiva , dall’autore Danilo Arona  , ovvero il co – autore di Km 98 , che ci condurrà alla scoperta del suo volume.

COME NASCE QUESTO PROGETTO

Danilo Arona: Anni fa, agli inizi del Duemila più o meno, mi sono imbattuto in rete nella leggenda di Melissa, una giovane sconosciuta che si raccontava essere stata travolta all’altezza della stazione di San Pelagio, al km 98, sull’autostrada Bologna-Padova, in un gelido mattino di Dicembre dell’anno 1999. La vicenda, quasi di sicuro un fake, presentava diverse caratteristiche degne di essere “romanzate”, in primis l’ora dell’investimento (le 05, 20), l’identità ignota e la bellezza della vittima, il suo abbigliamento (giubbino rosso, jeans, scalza) e il fatto, riportato da più fonti,  che fosse stata “vista” all’ora dell’incidente in altre zone autostradali italiane. Insomma, me ne impossessai, senza mai nascondere le vere fonti, e ci dedicai più di un mio libro: Cronache di Bassavilla, Melissa Parker e l’incendio perfetto, Blue Siren. Con Km 98 torno, in compagnia dell’amico Edoardo Rosati, medico e giornalista, sul luogo del delitto con una sorta di reboot del mito, in cui Melissa compare poco, ma a far da protagonista è la sua “maledizione”, un vero e proprio poltergeist delle ossa che miete vittime innocenti a ogni anniversario della disgrazia – che tanto “disgrazia” proprio non è, come scopriremo nel libro.

LE INFLUENZE CHE SI POSSONO INTRAVEDERE IN QUESTO LAVORO

Danilo Arona: Almeno a livello consapevole tento di non farmi influenzare da nessuno, ma di mantenermi il più possibile autonomo nelle tematiche e nello stile, a meno di “citazioni” assolutamente funzionali e volute. Per quel che riguarda KM 98 mi sento di confermare idem per Rosati. E’ ovvio che siamo ambedue cresciuti a pan di Lovecraft, Poe, Matheson, Bradbury, i due James del gotico (Henry e il reverendo Montague) e, più tardi, King. Per non dire di un certo cinema che ci accompagna sin dagli anni Cinquanta. Quindi le influenze “inconsapevoli” potrebbero essere diverse e diversamente motivate. Ma la letteratura fantastica è quasi sempre un gioco di rimandi.

CHI SONO I PERSONAGGI PRINCIPALI

Danilo Arona: Una triade di medici: il professor Ludovico Fornari Assante, neurochirurgo quanto mai particolare nei suoi protocolli d’intervento, il giovane laureando Riccardo Parisi e l’anziano Augusto Fiocchi ormai in pensione. Tutti e tre uniti contro la spaventosa maledizione di Melissa, che si concretizza  ogni anno a partire dal 2000 nella notte tra il 29 e il 30 dicembre. Unione ben motivata dal fatto che la vittima predestinata è la fidanzata di Riccardo, Francesca. Quindi una serie di comprimari con piccole valenze narrative. E, ovviamente lei, Melissa, il fantasma della Bologna/ Padova.

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IL TEMPO E IL LUOGO DELLA NARRAZIONE

Danilo Arona: Un pugno di giorni, dal 22 dicembre a Capodanno del 2011. Location: Padova, Bologna, Oltrepò Pavese, autostrada A 13, con puntate significative a Stonehenge e in Nuova Zelanda. E un finale apocalittico datato 30 dicembre 2012.

LE PRINCIPALI DIFFICOLTA’ NELLO SVILUPPARE QUESTA TRAMA

Danilo Arona: Occorre entrare nell’ordine di idee che scrivere a quattro mani possa essere soprattutto divertente. Dato che la struttura prevede un progress drammatico in direzione di un imbuto finale, si è dovuto per forza scalettare la trama, divisa proprio in giorni e ore. Quindi Edoardo e io ci siamo divisi i capitoli a seconda delle competenze (a lui naturalmente tutte le specifiche mediche…) e dei gusti. La principale difficoltà è uniformare gli stili affinché il lettore percepisca un unico io d’autore. Ma abbiamo la fortuna di scrivere in modo abbastanza simile.

COME E’ STATO LAVORARE SU QUESTO PROGETTO

Danilo Arona: Appunto, divertente. Se non mi diverto, personalmente non scrivo. E non sto a descrivere in che cosa consistano le riunioni di lavoro, dove il convivio ha sempre la meglio sulla creatività. E’ per questo che poi alla fine la coppia ha al suo attivo solo due romanzi. E il colesterolo alto…

 Di Ivano Garofalo

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