Cronache di un Malandrino – La recensione

cover_by_daniloantoniucci-d822wb0Titolo: LA ROSA E LA LAMA
Editore: EDITORI DEL GRIFO
Data di uscita: 11/11/2014Formato: 21X28
Pagine: 106
Colore: COLORE
Caratteristiche: BROSSURA
Collana: CRONACHE DI UN MALANDRINO
Prezzo: € 25,00

Cronache di un Malandrino – La rosa e la Lama è una graphic novel italiana sceneggiata e disegnata da Danilo Antoniucci ed edita da Editori del Grifo.

Trama

La storia è ambientata in un non meglio precisato angolo d’Italia nel periodo rinascimentale. Il protagonista“il Rosso”, una volpe antropomorfa, che giunge nel paesino di Corvaro, dove si troverà a suo malgrado coinvolto in un intrigo di palazzo, nel quale tra dame disinibite e avidi politicanti affamati di potere, riuscirà a cavarsela grazie alla sua innata furbizia.

Stile

Il disegno è apprezzabilissimo, tratto pulito e chiaro, grande espressività dei personaggi, sempre con connotazioni fin troppo umane.

Menzione speciale spetta alla colorazione, eseguita a mano con la tecnica dell’acquerello, che rende profonda ogni scena e conferisce al lavoro una bellezza degna di un dipinto di altri tempi.

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Di norma quando parliamo del supporto dedichiamo pochissimo spazio a questo argomento, ma in questo caso dobbiamo fare un vera eccezione, infatti, oltre ad essere un libro di grande formato ( A4), è realizzato con carta patinata di ottima qualità che esalta la colorazione con il suo bianco candido, inoltre, visto la buona qualità del materiale utilizzato sembra capace di durare a lungo senza deteriorarsi.

L’opera è molto ben congeniata , con una trama ricca d’azione ed avventura, dove non mancano ne i colpi di scena ne alcune inquadrature provocanti, il tutto esaltato dall’utilizzo sapiente del colore; particolare interessante desta la ricostruzione storica, si nota bene nella scelta di utilizzare determinati abiti e determinati colori.

Infine,è  interessante che i protagonisti della storia sia tutti animali “umanizzati”, una soluzione narrativa già sperimentata con enorme successo in Francia, ma ancora di nicchia nel nostro paese, che conferisce dei contorni fantasy alla storia e che libera, probabilmente, gli autori da alcuni limiti creativi che si possono avere utilizzando personaggi “tradizionali”.

 Di Ivano Garofalo

 

 

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